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Lettura: Conte doma il Toro e l’Inter: una lezione che provoca “rigetto viscerale”
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Conte doma il Toro e l’Inter: una lezione che provoca “rigetto viscerale”

Redazione
Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2025 12:50 pm
Redazione
6 Min Lettura
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Antonio Conte,Marotta, Ausilio, Zhang Inter
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All’indomani dell’ottava giornata di Serie A che ha visto contrapporsi Napoli e Inter, gara terminata sul risultato di 3-1 per i partenopei, è utile analizzare criticamente gli episodi “incrimnati” alla luce della storia recente e passata del rapporto tra Conte e l’Inter.

Contents
  • Lo scontro in campo tra Conte e Lautaro
  • Le parole di Conte e Marotta nel post partita
  • La libertà intellettuale di Antonio Conte

 

Lo scontro in campo tra Conte e Lautaro

Scintille durante l’anticipo serale al Maradona. Ha destato particolare interesse l’infuocato battibecco tra Lautaro Martinez e Antonio Conte in prossimità della panchina del Napoli. Tutto è originato da un contatto dell’argentino con Dumfries, avvenuto subito dopo il gol del 2-1 degli azzurri. I calciatori e gli staff di entrambe le squadre sono dovuti intervenire separando l’allenatore e l’argentino, entrambi coinvolti nella rissa scatenatasi vicino alle panchine. Dopo di che, Lautaro Martinez, con fare aggressivo tipico di chi è impotente in campo e desidera spostare il duello sportivo su altri piani, corre verso l’allenatore inveendo nei suoi confronti con parole poco comprensibili e gesti invece abbastanza chiari (“hai paura?”). Antonio Conte non arretra e risponde a tono con parole non udibili, dopo di che intervengono gli altri giocatori a sedare gli animi.

Le parole di Conte e Marotta nel post partita

Ai microfoni delle emittenti Sky e Dazn, Conte e Marotta analizzano a caldo il match e gli episodi particolari. Nelle parole del Presidente dell’Inter traspare delusione e rancore per la sconfitta che il plenipotenziario della “bene amata” sembra ridurre tutto a una sola causa: Inter penalizzata dalle scelte arbitrali e, segnatamente, dal rigore concesso in occasione del primo gol sul contatto in area tra Mkhytarian e Di Lorenzo.

Antonio Conte viene messo al corrente delle parole di Marotta replicando in modo arguto e senza giri di parole:  “Rigore? Vedi la differenza tra il Napoli e l’Inter. L’Inter manda Marotta, le altre squadre mandano i dirigenti. Per il Napoli vengo io. Una grande squadra deve valutare il perché ha perso, non appellarsi a queste cose. Io non avrei permesso ad un mio dirigente di fare queste considerazioni. Che venga un presidente a fare queste considerazioni…lasci le cose a chi ha partecipato alla partita. Sminuisce l’allenatore e non va bene. Io non ho mai chiesto ai miei presidenti di fare i papà, mi sono sempre difeso da solo. Ma va bene così, non fa niente“.

Mentre sull’episodio con Lautaro Martinez, Conte prova a chiudere la questione senza però tralasciare alcune verità inconfutabili: “Screzio con Lautaro? Quando giochi queste partite, può accadere. Io voglio ricordare i miei due anni all’Inter, ho riportato lo scudetto dopo 10 anni, togliendo lo scudetto alla Juventus dopo 9 anni. E sapete cosa rappresenta per me la Juve. Mi porto ottimi ricordi. Lautaro è un ottimo giocatore, poi forse dal punto di vista umano non ho avuto modo di conoscerlo per bene. Gli faccio gli auguri e va bene così.”

Parole significative, pronunciate da un vincente che ha vinto anche all’Inter consegnando uno scudetto che mancava da tanti anni a Milano.

 

La libertà intellettuale di Antonio Conte

Il tecnico salentino ha sempre dimostrato personalità e schiettezza nelle comunicazioni esterne, ma ogni parola è calibrata in funzione del momento specifico. Le frasi di ieri sera sono state pronunciate in risposta ad una chiara provocazione, quella di Marotta, diretta deresponsabilizzare la squadra e l’allenatore per la sconfitta in uno scontro diretto che, pur non essendo decisivo, vale comunque 6 lunghezze nella differenza punti tra le due squadre e che, non lo nascondiamo, ha un peso importante sulla consapevolezza e la serenità mentale delle squadre in questo momento.

Conte attacca dicendo la verità ed evidenziando ciò che è incontrovertibile, ma amaro da digerire per alcuni in questo preciso momento: uno degli ultimi due scudetti è stato vinto grazie al suo determinante contributo che ha inaugurato un ciclo, partendo da una squadra che, spettatrice inerme dei 9 – infiniti- scudetti vinti in modo schiacciante dalla Juventus, viveva un disarmante digiuno di successi tra i più lunghi della sua storia.

L’allenatore, altresì, devia con destrezza la domanda su Lautaro, senza mostrare rancore alcuno e anzi, invitando tutti a una riflessione lucida sul percorso suo e quello del giocatore, percorsi che si sono incrociati nel 2018, quando Lautaro Martinez, ignoto a tutti prima che Spalletti lo accogliesse alla Pinetina nel suo secondo anno da nerazzurro, si consacrava proprio nelle file della sua Inter. Conte avrebbe potuto tranquillamente parlare di ingratitudine da parte dell’argentino, ma non lo ha fatto, con un certo “aplomb” ha preferito battere il chiodo sui fatti e i risultati che sono scolpiti nella storia del club interista. La stessa storia che Conte sta scrivendo anche a Napoli, conquistando molti altri nemici che  non vogliono e si rifiutano di osservarlo dal basso, ma la classifica al momento dice questo e non è possibile cambiarla a proprio piacimento.

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Tag:Antonio ConteInternapoli
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