Gli hanno intitolato lo stadio e non poteva essere diversamente. Santiago Bernabeu è stato per 35 lunghi anni il presidente del Real Madrid. Una figura leggendaria, con un palmares mitico (32 trofei): 16 campionati nazionali, 6 Coppe del Re, 1 Coppa Eva Duarte, 6 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Latine e una Coppa Intercontinentale. Anche nella pallacanestro, sotto la sua presidenza il Real Madrid ha vinto fra l’altro 19 campionati spagnoli, 18 coppe nazionali, 6 coppe europee e 2 coppe intercontinentali. Tuttavia, il record di 32 trofei vinti durante la sua presidenza è stato successivamente eguagliato e superato solo da Florentino Pérez, suo successore alla presidenza del Real Madrid, nel 2024.
Le origini del Presidentissimo
Santiago Bernabéu de Yeste (Almansa, 8 giugno 1895 – Madrid, 2 giugno 1978) è stato calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo, presidente del Real Madrid dal 1943 al 1978. La sua famiglia si trasferì a Madrid quando lui era molto giovane. Suo fratello maggiore, Antonio, fu tra i fondatori del Bologna. Dall’età di 13 anni cominciò a giocare nella squadra juniores del Real Madrid; passato nella prima squadra giocò come attaccante e fu capitano per molti anni prima di ritirarsi come giocatore nel 1927. Rimase nel club fino allo scoppio della guerra civile spagnola, ricoprendo diversi incarichi gestionali e tecnici compreso quello di allenatore. Nel 1939, alla fine della guerra in cui aveva combattuto con le forze nazionaliste di Franco, ritornò al Real Madrid. La vecchia amministrazione si era dispersa e, per di più, il club leader era l’Atlético Madrid e lui passò molti mesi a cercare di contattare i vecchi giocatori, dirigenti e soci del club. Il 15/09/1943, dopo le violenze dei tifosi a seguito di una vittoria del Real Madrid sul Barcellona, il governo spagnolo impose una soluzione salomonica costringendo i presidenti di entrambi i club a dimettersi e Santiago Bernabéu venne eletto presidente del Real Madrid, carica che ricoprirà per 35 anni fino alla sua morte. Egli ristrutturò il club a tutti i livelli, dando ad ogni sezione e livello del club un team tecnico indipendente.
Le origini dello stadio intitolato a suo nome
È stato il promotore della costruzione del nuovo stadio a Chamartín, terminato nel 1947, ribattezzato Stadio Santiago Bernabéu in suo onore il 04/01/1955, all’epoca il più grande stadio d’Europa. In quegli anni venne realizzata anche la Ciudad Deportiva, pensata affinché i giocatori potessero allenarsi senza logorare il manto dello stadio.
Il padre dell’era dei Galacticos
Intraprese la strategia ambiziosa di acquistare giocatori di classe mondiale provenienti dall’estero, quali l’argentino Alfredo di Stéfano e l’ungherese Ferenc Puskás, costruendo la prima vera squadra multinazionale al mondo. Un modo di fare mercato intrapreso anche dai suoi successori Ramon Mendoza e Fiorentino Perez.
La Coppa dei Campioni: una creazione del Presidentissimo
Nel 1955 il presidente del Real Madrid fu tra i protagonisti decisi a creare un torneo che coinvolgesse varie squadre europee. I giornali francesi ed inglesi erano continuamente pronti a tirare acqua al proprio mulino riguardo la forza delle proprie compagini: prese corpo l’idea di una competizione per proclamare la più importante del continente.
Prendendo spunto dalla Coppa Latina, mister Bernabeu fu tra i primi a impegnarsi per creare un trofeo europeo tra le migliori squadre continentali, non per forza le prime del torneo precedente, che nel tempo diventerà una competizione tra le vincitrici di ogni campionato nazionale.
Nasce così la Coppa dei Campioni, che il suo club vincerà addirittura per cinque anni consecutivi dopo la sua ideazione. Scese in campo anche per allargarsi oltre l’Europa, con un incontro tra la migliore squadra europea e quella sudamericana, ovvero la vincitrice della Coppa Libertadores: nasce così la Coppa Intercontinentale, che il Real Madrid conquisterà nella sua prima edizione del 1960.
L’addio al numero uno delle Merengues
È morto nel 1978, sei giorni prima di compiere 83 anni, mentre si stava disputando il campionato mondiale in Argentina. In suo onore la FIFA decretò tre giorni di lutto durante il torneo e un minuto di silenzio. È stato sepolto nel cimitero di Almansa, la sua città natale. Nel 2002 è stato insignito del FIFA Order of Merit alla memoria (è il più alto riconoscimento assegnato dalla FIFA.
Il premio, consegnato durante il congresso annuale della FIFA, viene assegnato normalmente alle persone che hanno dato un contributo importante al calcio.
Il vincitore non deve appartenere necessariamente all’ambiente del calcio; un caso esemplare è quello di Nelson Mandela insignito del titolo nel 1998 per aver riportato il Sudafrica nel calcio internazionale.