Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, meglio noto come Sócrates (Belém, 19 febbraio 1954 – San Paolo, 4 dicembre 2011) è rimasto nella memoria collettiva dei tifosi brasiliani. Il centrocampista ha lasciato grandi ricordi anche in Italia, dove militò con la maglia della Fiorentina durante la stagione 1984/1985. Mise insieme 25 presenze e 6 reti prima di tornare in patria. Quella stagione fu deludente per l’asso carioca, come da lui raccontato anni dopo in una intervista: “Tra l’Italia e il Brasile ho scelto la mia terra e me ne sono andato dopo un anno. Qui qualcosa non ha funzionato: i rapporti tra i compagni. Ho trovato una squadra dilaniata dai problemi interni. La situazione fra alcuni miei colleghi era insostenibile, arrivavano persino a non rivolgersi la parola, cosa ancora peggiore del non passarsi il pallone in campo. Litigavano sempre. Mai vista una cosa del genere. Io sono arrivato e ho trovato questa situazione. Ho cercato di mediare, di sanare le posizioni. Ho capito subito che non ce l’avrei fatta. Così mi sono estraniato. Era una situazione compromessa . Ma non ne sono vittima. L’unica vittima è stata l’allenatore De Sisti. Ho dato tutto quello che potevo dare. Ciò che non ho fatto è stato per incapacità. Ma penso che mai e poi mai si sarebbe potuto vedere in Italia il Socrates del Brasile. Troppo diverso questo calcio per me. Mi sarebbe piaciuto giocare con Giancarlo Antognoni , il più grande giocatore che io abbia mai conosciuto in Italia. Ma a che sarebbe servito ? Sono tornato in Brasile contento. Perdendoci dei soldi. Quaggiù giocando a calcio mi sono divertito due o tre volte. Non di più. E per me il calcio è soltanto divertimento”. Nella sua carriera ha indossato le maglie di Botafogo, Corinthians, Fiorentina, Flamengo, Santos, Garforth Town. Con la maglia della Selecao (indossata dal 1979 al 1986): 60 caps e 22 gol. Con la nazionale verdeoro fu finalista nella Copa América 1983 tenutasi in diverse città sudamericane. Fu capitano ai mondiali del 1982 vinti dall’Italia di Enzo Bearzot e segnò la prima rete in quel famoso pomeriggio al Sarriá, dove esplose Paolo Rossi e il Brasile fu eliminato. Pochi calciatori hanno saputo incarnare il mito come Socrates: centrocampista e guida spirituale, capitano di un Brasile sfortunato e laureato in medicina, del resto con quel nome non potevano esserci alternative alla grandezza. Ogni gol festeggiato a pugno chiuso, la presenza mai banale né in campo né in spogliatoio. È il 1982, l’anno del Mundial in Spagna, a segnare la sua storia: in segno di protesta politica contro il regime al potere in Brasile in quegli anni, il calciatore-filosofo si rende autore di una vera e propria rivoluzione. I giocatori del Corinthias infatti, capitanati da Sòcrates, decidono di avviare un periodo di autogestione della società: coinvolgeranno tutti, dall’allenatore Mauro Travaglini all’ultimo dei magazzinieri, ciascuno col medesimo potere decisionale, secondo il motto “essere campioni è un dettaglio”. I giocatori scendono in campo con la scritta ”Democracia Corinthiana” sul petto, facendo breccia nel cuore dei propri tifosi e del popolo paulista, oppresso dal regime militare. Quel Corinthias vincerà due Paulistao, nell’82 e nell’83’. Se il calciatore è un fenomeno, l’uomo è un vizioso e ha un grande amica nella bottiglia….All’età di 57 anni Socrates. già ricoverato più volte per disturbi all’intestino causati dall’abuso di alcol, si ammala di cirrosi epatica. Un mese prima di morire rilascia un’intervista in cui si scaglia contro l’organizzazione dei Mondiali di Rio, per gli sprechi legati a stadi costruiti in luoghi il calcio non viene praticato e per la carenza di strutture d’accoglienza, aeroporti e ospedali all’altezza dell’evento. Muore il 04/12/2011 all’ospedale Albert Einstein di Manhattan, nella maniera da lui profetizzata nell’83: “Vorrei morire di domenica, quando il Corinthias vince il titolo”. Terminata la partita contro il Palmeiras i tifosi correranno a rendere omaggio al loro beniamino entrato nel mito.
Storie, quattordici anni fa ci lasciava il Dottore
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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