Philemon Raul Masinga, noto come Phil Masinga (Klerksdorp, 28 giugno 1969 – Johannesburg, 13 gennaio 2019), è stato un calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo sudafricano, di ruolo attaccante. Un giocatore e una persona che ha lasciato un segno indelebile a Salerno e Bari, le squadre dove aveva giocato in Italia. Nel 1996/97 aveva contribuito alla salvezza della Salernitana con 4 reti in 16 partite, passato al Bari era diventato un idolo con 24 gol in 75 apparizioni. Ha giocato in biancorosso dal 1997 al 2001. Aveva giocato anche nel Leeds United e nel San Gallo. La Coppa d’Africa 1996 vinta con il suo Sudafrica è stata qualcosa di storico. La leggendaria qualificazione ai Mondiali del 1998, firmata con 3 gol in 6 partite lo ha consacrato come idolo nazionale. Conta 58 presenze e 19 gol in maglia sudafricana, risultando il quinto miglior marcatore di tutti i tempi della nazionale. Poi il ritiro dall’attività agonistica avvenuto nel 2002 e il ritorno nella sua terra, con il desiderio sincero di aiutare il suo Paese. Ma il destino è stato crudele con l’ex centravanti. In molti sapevano che la vita del campione stava scivolando verso isolamento, indigenza, dolore. Costretto a vendere maglie e trofei per non perdere la casa, arrivò persino a cedere i pochi beni che possedeva. Una sofferenza silenziosa fino al 13/01/2019, quando se ne andò su un letto d’ospedale, dopo mesi di lotta a un male aggressivo e incurabile senza risorse nemmeno per curarsi. Aveva solo 49 anni e lasciò. Si era sposato due volte: con Carol, da cui ha avuto due figlie, e in seconde nozze con Ntombi, che gli ha dato l’unico figlio maschio. Tra i vicoli di Bari Vecchia, i tifosi meno giovani appena sentono il nome di Philemon Masinga si commuovono e gli occhi diventano umidi: sì, ha lasciato in segno indelebile.