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Lettura: Storie, Petrovic e il Taranto: un grande amore
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Goalnews24 > Blog > Non solo calcio > Storie > Storie, Petrovic e il Taranto: un grande amore
Storie

Storie, Petrovic e il Taranto: un grande amore

Cristiano Mezzi
Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2026 8:07 pm
Cristiano Mezzi
3 Min Lettura
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Oggi parliamo di Želico Petrovic, il custode dei sogni rossoblù. Uno che in città se lo ricordano ancora, al pari di Erasmo Iacovone (a cui è intestato lo stadio). Želico Petrovic se n’è andato il 09/01/2026, a 77 anni, ma il suo nome continua a risuonare forte nei ricordi di chi ha vissuto il calcio italiano degli anni Settanta e Ottanta, tifosi tarantini e non. Nato a Pola nel 1948, cresciuto in una terra di confine e di fratture storiche, portò tra i pali un temperamento ruvido e autentico, figlio di un vissuto mai semplice. In Italia giocò subito con Borgosesia, Novara e Catania, ma fu Taranto a trasformarlo in un’icona assoluta. Arrivato in Puglia nel 1977, trovò un pubblico pronto ad adottarlo. L’aspetto inconfondibile, il coraggio nelle uscite e una leadership naturale lo resero subito un punto di riferimento. In tre stagioni difese la porta rossoblù per 83 volte, entrando nel cuore di una tifoseria che ancora oggi lo ricorda come uno dei simboli più veri del club. La stagione 1977-’78 resta il capitolo più luminoso. Quel Taranto arrivò ad un passo dalla Serie A, sospinto da entusiasmo e ambizione. Il portiere fu un protagonista assoluto: nel derby vinto contro il Bari e, soprattutto, nella lunga serie di partite senza subire gol. In quel campionato stabilì infatti un primato storico: 846′ di imbattibilità, una striscia che divenne leggenda e che ancora oggi rappresenta uno dei record più significativi della storia rossoblù. Un sogno che si spense bruscamente dopo la morte di Erasmo Iacovone, tragedia che segnò per sempre quella stagione e l’intera città. Chiusa l’esperienza ionica, l’estremo difensore proseguì il suo percorso con Rimini, dove dal 1980 al 1983 collezionò 89 presenze tra Serie B e Serie C, quindi con Vicenza e Jesi, prima dell’ultimo capitolo a San Marino. Uomo schietto e poco incline ai compromessi, fu spesso descritto come un personaggio fuori dagli schemi, capace anche di scontri caratteriali, come quelli noti con Arrigo Sacchi. Una volta appesi i guanti al chiodo, tornò nei Balcani, dedicandosi alla formazione dei giovani portieri croati. Il suo calcio non cercava luci né celebrazioni, ma si fondava su lavoro, orgoglio e identità. A Taranto, soprattutto, Želico Petrovic resta il volto di un’epoca irripetibile: quella in cui una squadra e una città impararono a sognare guardando il proprio portiere negli occhi….

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Tag:StorieTarantoŽelico Petrovic
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DaCristiano Mezzi
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Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora. Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio. Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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