Un futuro da fuoriclasse che si è spento nel giorno di Santo Stefano del 2009 sulla Ruta 65 in direzione Buenos Aires. Questa, in sintesi, la storia di Diego Buonanotte. Nato il 19/04/1988. Piede sinistro che ricorda quello di uno degli Dei del calcio argentino, che, guarda caso, porta il suo nome. Altezza 1.58, che gli valse il soprannome di El Enano. Altro aspetto che riporta alla mente qualcuno che con il pallone ci sa fare. L’ex libero di Fiorentina e Inter diventato allenatore Daniel Passerella si innamora delle sue doti e il 09/04/2006 lo fa esordire in campionato con la maglia dei milionarios in River Plate-Instituto. Entra al posto di un certo Gonzalo Higuain (passato in Italia con Napoli, Juventus e Milan). Gioca al fianco del suo idolo Ariel Ortega, con cui vince il torneo di Clausura del 2008. Nello stesso anno trionfa alle Olimpiadi di Pechino giocando con Lionel Messi, e una schiera di fenomeni fuori dal comune. Il 26/12/2009, Diego Buonanotte è alla guida della Peugeot 307 del padre insieme ai suoi migliori amici: Alexis, Emanuel, Gerardo. Improvvisamente il botto. Di quel giorno, oggi, tutto ciò che resta sono 3 lapidi al ciglio della strada e un giocatore schiacciato sotto il peso del destino, che gli ha voluto salvare la vita in cambio di un fardello pesantissimo. Diego Buonanotte tornerà in campo dopo 4 mesi, ma non sarà più lo stesso. In argentina lo chiamano “asesino”, imputandogli la colpa della morte dei 3 ragazzi. Ha subito un processo per omicidio colposo. Fugge in Spagna, la le sue esperienza al Granada e al Malaga non sono esaltanti. Poi ritorna in patria, al Quilmes, e successivamente si trasferisce all’AEK Atene. Seguiranno le esperienze con Universidad Catolica, Sporting Cristal, Union La Calera e O’Higgins. Oggi è in forza al Deportes Temuco. Nella mente degli appassionati però è rimasto il pensiero di un talento calcistico che ha lasciato questo mondo insieme ad Alexis, Emanuel e Gerardo