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Lettura: Storie, Gigi Radice il Sergente di Ferro granata
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Goalnews24 > Blog > Non solo calcio > Storie > Storie, Gigi Radice il Sergente di Ferro granata
Non solo calcioStorie

Storie, Gigi Radice il Sergente di Ferro granata

Redazione
Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2025 1:25 pm
Redazione
4 Min Lettura
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Luigi Radice detto Gigi era nato a Cesano Maderno il 15/01/1935 e la passione per il calcio si era manifestata fin da bambino. La storia da calciatore comincia nel Milan con la classica trafila nelle giovanili, fino all’esordio in prima squadra nel 1955. Resterà rossonero fino al 1959 con alterne fortune: 19 presenze in tre stagioni, ma la soddisfazione di vincere due scudetti e una Coppa Latina (competizione internazionale organizzata tenutasi dal 1949 al 1957 e riservata alle squadre di club campioni nazionali di Francia, Italia, Portogallo e Spagna). Ruvido e coriaceo, in campo incarnava il prototipo del marcatore puro degli anni ’50 e ’60. Terzino sinistro classico, non aveva piedi molto buoni ma sapeva annullare un avversario fino al punto di non far accorgere la squadra della sua presenza. Militò nella Triestina (1959-60) e nel Padova (1960-61). Annate che gli valsero il ritorno a Milano, per indossare la maglia rossonera dal 1961 al 1965: vinse un altro scudetto e soprattutto la prima Coppa Campioni della storia milanista (e dell’Italia) nel 1962-63. Abbandonò la carriera dopo un grave infortunio al ginocchio. Divenuto allenatore cominciò la carriera allenando il Monza dal 1966 al 1968 e ottenendo la promozione dalla C alla B e la salvezza l’anno seguente. Dopo l’esperienza al Treviso conquistò la Serie A col Cesena nel torneo cadetto 1972-73, prima promozione dei bianconeri in Serie A, per poi esordire in A con la Fiorentina nel 1973-74.  Dopo una annata a Cagliari passò al Torino ed entrò nella leggenda con lo scudetto 1975-76, l’unico dei granata dopo la tragedia di Superga. Rimase sotto la Mole dal 1975 al 1980. Il 17/04/1979 rimase coinvolto in un incidente stradale sull’Autostrada dei Fiori, che stava percorrendo sulla sua auto insieme con l’ex calciatore Paolo Barison. Nello scontro riportò alcune contusioni, il compagno di vettura perse la vita. L’annata 1980-81 fu al Bologna nella stagione dell’handicap in classifica (-5) che seguì lo scandalo Totonero; la penalizzazione fu lasciata subito alle spalle, portando i felsinei al 7º posto in graduatoria. Ha allenato il Milan nel negativo campionato 1981-82, venendo esonerato, sostituito a inizio girone di ritorno da Italo Galbiati in una stagione chiusasi con la retrocessione dei rossoneri. Nel 1983 fu chiamato in corsa sulla panchina del Bari, in Serie B, dal presidente Antonio Matarrese, subentrando all’esonerato Enrico Catuzzi, e guidò i biancorossi nelle restanti 13 gare di campionato. Successivamente allenò Inter (1983-84), Torino (dal 1984-85 al 1988-89). Dopo la seconda esperienza sulla panchina del Toro guidò Roma, Bologna, Fiorentina, Cagliari, Genoa e Monza. Era soprannominato il Sergente di Ferro per i duri metodi di lavoro e per il carattere arcigno con il quale si faceva rispettare dai calciatori. La nebbia si impossessò della sua mente, gli ultimi anni non riconosceva nessuno: l’Alzheimer se lo portò via a Monza il 07/12/2018 a 83 anni. Il suo nome resta legato per sempre a Milan, Torino e Monza. Riposa al cimitero di Cesano Maderno: dove tutto è nato e il luogo di ritorno alla fine di tutto. Di Luigi Radice rimane il ricordo del sorriso e degli occhi azzurri: malinconico e dolce.

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Tag:Luigi RadiceStorie
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