Tutto ha origine nell’estate del 2020 quando Osimhen, reduce da un’ottima annata al Lille nella quale si era imposto come uno dei migliori talenti della Ligue 1, venne ingaggiato dal Napoli allora allenato da Gattuso. Si trattò di un investimento molto importante, perchè il Napoli mise sul piatto una cifra superiore ai 70 milioni di euro. Contestualmente, il Napoli cedette al Lille quattro giocatori per un importo di poco inferiore ai 20 milioni di euro. E’ stata proprio la valutazione di tre di questi quattro cartellini a finire nel mirino dell’inchiesta. A finire nel mirino sono state le valutazioni dei contratti di Palmieri, Liguori e Manzi. Inoltre, i tre giocatori di cui si parla non si sono mai trasferiti in Francia e sono subito stati girati in prestito a società di Serie C e Serie D.
“Non lasciamo tracce”
Il quotidiano La Repubblica ha evidenziato i dialoghi che ci sono stati tra Napoli e Lille per l’acquisto da parte del club Azzurro dell’attaccante Victor Osimhen. Giuseppe Pompilio, all’epoca vicedirettore sportivo del club azzurro, disse a Cristiano Giuntoli: “Non devi scrivere nulla. Tracce nelle mail non se ne lasciano. A voce quello che ti pare”. E’ questa, secondo gli inquirenti, la frase incriminata
Il valore “sospetto” di Osimhen
Fra le parti che, secondo le carte della Guardia di Finanza, riportate da Repubblica, sono meno chiare, vi è quella legata al valore nominale di Osimhen. In sostanza, il Napoli si era dato un tetto massimo alla trattativa (50 milioni di euro), ma il Presidente del Lille, Lopez, ne aveva chiesti 70. Una mail, però, secondo la Procura, svelerebbe l’artificiosità della chiusura dell’operazione, permessa dall’inserimento di Karnezis e i giovani Palmieri, Manzi e Liguori, che avrebbero consentito al Napoli di arrivare alla cifra richiesta, gonfiando però le valutazione dei tre ex Primavera. “Questo vi permette di pagare un prezzo inferiore – avrebbe scritto Lopez – rispetto a qualsiasi altro club ma con un valore nominale necessario per chiudere”
Tre giovani scambiati
Un anno dopo i tre giovani scambiati col Napoli hanno rescisso il proprio legame col club francese, proseguendo la propria carriera nelle categorie minori. La conclusione degli investigatori, secondo Repubblica, è chiara: “La costruzione dei valori da parte del Napoli era finalizzata al raggiungimento del valore nominale di 70 milioni quale corrispettivo per Osimhen richiesto dal presidente del Lille”.
La difesa del Napoli
I legali azzurri: “frasi irrilevanti”.Come riportato dall Repubblica, il collegio difensivo del Napoli nelle persone degli avvocati Gino Fabio Fulgeri, Gaetano Scalise e Lorenzo Contrada in una nota ha affermato: “Non emerge un disegno illecito, bensì la normale dinamica di una trattativa legata alla compravendita di calciatori, fisiologica nel settore e priva di profili penalmente rilevanti”. I legali esprimono nel contempo “stupore” per la diffusione sulla stampa “di atti di indagine che, per la loro natura, avrebbero dovuto rimanere riservati” e la cui pubblicazione “viola espressamente il divieto stabilito dalla legge, contravvenendo ai principi di riservatezza e tutela del diritto di difesa”. Per gli avvocati si tratta “di frasi estrapolate da un contesto dialettico ben più ampio, che solo se considerato nella sua interezza e con serena obiettività consente di coglierne il reale significato”.