La FIFA fa sul serio. L’ipotesi di un Mondiale 2030 allargato a 64 nazionali, che fino a poche settimane fa sembrava soltanto una proposta lanciata dalla CONMEBOL, è ora entrata in una fase operativa.
Un documento interno, rivelato da Sky, conferma infatti che la federazione internazionale ha avviato l’iter per valutare concretamente la riforma, affidando uno studio indipendente che analizzerà costi, benefici e conseguenze dell’eventuale espansione del torneo.
Cosa dice il documento della FIFA
Nel documento viene spiegato che la FIFA intende commissionare a un’agenzia esterna uno studio sulle implicazioni strategiche dell’aumento delle partecipanti da 48 a 64 squadre già a partire dall’edizione del 2030.
L’obiettivo è verificare se l’espansione possa rafforzare il valore della Coppa del Mondo senza comprometterne la sostenibilità sportiva e organizzativa. Tra gli aspetti che dovranno essere analizzati figurano: l’integrità competitiva del torneo, il calendario internazionale e il carico di partite, la logistica dell’organizzazione, il potenziale incremento dei ricavi da diritti televisivi, sponsor e biglietteria, il consenso di federazioni, leghe, club e altri stakeholder del calcio mondiale.
Decisione in tempi rapidissimi
La tempistica indicata nel documento è particolarmente serrata.
La FIFA punta infatti a: 14 agosto: scegliere l’agenzia incaricata dello studio, 11 settembre: ricevere il rapporto finale, che dovrà essere completato in appena quattro settimane.
Una volta esaminati i risultati, il Consiglio FIFA potrà decidere se procedere con la modifica del format, rendendo possibile l’allargamento già nel torneo del centenario.
L’edizione del 2030 rappresenterà una ricorrenza storica: saranno trascorsi cento anni dal primo Mondiale disputato in Uruguay nel 1930.
Il torneo sarà organizzato principalmente da Spagna, Portogallo e Marocco, mentre Uruguay, Argentina e Paraguay ospiteranno tre partite celebrative per ricordare il centenario della competizione.
Secondo la CONMEBOL, proprio il valore simbolico dell’edizione giustificherebbe un format straordinario con 64 nazionali partecipanti. L’idea era stata avanzata inizialmente dal presidente della Federcalcio uruguaiana Ignacio Alonso e successivamente sostenuta dal presidente della CONMEBOL Alejandro Domínguez. Negli ultimi mesi anche Gianni Infantino aveva aperto alla possibilità di valutare il progetto.
Come potrebbe cambiare il torneo
Sebbene la FIFA non abbia ancora ufficializzato la formula, l’ipotesi più accreditata prevede: 64 squadre partecipanti, 16 gironi da quattro squadre, qualificazione delle prime due di ogni gruppo ai sedicesimi di finale, 128 partite complessive, contro le 104 previste dal format a 48 squadre introdotto nel 2026.
In questo modo il numero di gare disputate dalle finaliste resterebbe sostanzialmente invariato, mentre aumenterebbero le partite complessive del torneo.
Diversi dirigenti del calcio internazionale temono che un ulteriore allargamento possa incidere negativamente sulla qualità della competizione, sul calendario internazionale e sul carico di lavoro dei giocatori. Le resistenze arrivano soprattutto da federazioni e organismi che ritengono già molto impegnativo il passaggio da 32 a 48 squadre introdotto per il Mondiale 2026.
La situazione
Ad oggi non è stata presa alcuna decisione definitiva. Tuttavia, per la prima volta, la FIFA ha avviato un percorso formale per valutare l’espansione a 64 squadre. Se lo studio indipendente dovesse dare esito favorevole, il Mondiale del 2030 potrebbe diventare il più grande nella storia del calcio, con un format completamente nuovo e destinato a cambiare ancora una volta il volto della competizione.