Dopo Franco Baresi, Milano saluta un’altra bandiera: Sandro Mazzola. L’ex centrocampista della Grande Inter di Helenio Herrera e Angelo Moratti è morto stanotte all’età di 83 anni (a novembre ne avrebbe fatti 84). Era malato da tempo, ma la passione per i colori nerazzurri non era mai svanita. Ci piace pensare che ha raggiunto il padre Valentino, mancato nella tragedia del Superga quando aveva solo sei anni. L’Inter dà l’addio a un giocatore che ha segnato profondamente la sua storia e si prepara a salutarlo con tutti gli onori. Uno sguardo a una carriera leggendaria: campione d’Europa nel 1968 e vice campione del mondo nel 1970 con la nazionale azzurra (70 presenze e 22 reti, storica la staffetta con Gianni Rivera). Una sola maglia, quella del Biscione con la quale aveva collezionato oltre 500 presenze e 116 gol dal 1960 al 1977. Palmares? Presto detto: 4 scudetti, 2 Coppa dei Campioni, 2 Coppa Intercontinentale. Una carriera leggendaria, lo ripetiamo. Considerato uno dei migliori calciatori italiani della storia, occupa la 43ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del 20° secolo pubblicata dalla IFFHS. È stato inserito per ben 9 volte tra i candidati alla vittoria del Pallone d’Oro, arrivando a ricoprire nel 1971 la 2ª posizione, subito dietro al genio Johan Cruijff. Nel 2014 è stato inserito nella Hall of fame del calcio italiano e nel 2022 nella Hall of Fame dell’Inter. Ha partecipato a 3 edizioni del campionato del mondo (Inghilterra 1966, Messico 1970 e Germania Ovest 1974). Terminata la carriera agonistica, ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali nel club nerazzurro, ultimo dei quali direttore sportivo dal 1995 al 1999. Addio a un gigante del calcio italiano!
Inter, addio a Sandro Mazzola
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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