Mauro Icardi finisce al centro di un nuovo caso in Argentina: l’ex attaccante di Inter e Galatasaray è stato destinatario di un provvedimento che, almeno sulla carta, gli impedirebbe di guidare in Argentina fino al 1° gennaio 2099. La vicenda è nata da un video pubblicato sui social dalla sua compagna, Eugenia “China” Suárez.
Il video che ha fatto scattare il provvedimento
Nel filmato, diventato rapidamente virale, Icardi è al volante mentre la compagna viaggia sul sedile passeggero: a un certo punto Suárez si slaccia la cintura di sicurezza e si sporge con il corpo fuori dal finestrino mentre l’auto è ancora in movimento.
Le immagini hanno attirato l’attenzione del Ministero dei Trasporti della provincia di Buenos Aires, che ha effettuato una verifica sulla posizione del calciatore. Secondo quanto comunicato dalle autorità, Icardi risultava avere la patente argentina scaduta.
Da qui è arrivata l’inabilitazione preventiva alla guida.
Perché proprio il 2099?
Nel provvedimento compare come termine il 1° gennaio 2099: se interpretato letteralmente, Icardi potrebbe tornare a guidare in Argentina a 105 anni.
Il riferimento al 2099, tuttavia, non va necessariamente letto come una condanna definitiva a 73 anni senza patente: le autorità hanno indicato infatti la possibilità di ottenere una nuova licenza dopo la valutazione prevista dalla procedura.
La versione di Icardi: “Ho la patente italiana fino al 2029”
Icardi ha reagito pubblicamente al provvedimento e ha contestato la ricostruzione del Ministero dei Trasporti argentino: l’attaccante sostiene di essere in possesso di una patente italiana valida fino al 2029 e mette in dubbio quindi la possibilità che le autorità argentine abbiano potuto “sospendere” quel documento.
La sua spiegazione è che la patente argentina sarebbe stata consegnata al momento della conversione della licenza in quella europea: una circostanza che, secondo la sua versione, spiegherebbe perché non disponga oggi di una patente argentina rinnovata.
L’ex Inter ha accusato il Ministero dei Trasporti di cercare visibilità attraverso la vicenda e ha rivolto un attacco diretto alle autorità argentine: tra le sue parole, anche l’invito a “sistemare le strade” per migliorare la circolazione invece di dedicarsi ai post sui social, accompagnato da espressioni decisamente più colorite.