Il debutto della Germania nella rassegna iridata si trasforma in una vera e propria dimostrazione di forza. I quattro volte campioni del mondo non lasciano scampo alla selezione di Curaçao, bagnando l’esordio con un roboante e nettissimo 7-1. La compagine caraibica riesce a spaventare i giganti europei soltanto nelle battute iniziali, prima di essere letteralmente travolta dalla straripante qualità della corazzata tedesca.
Primo tempo: illusione Comenencia, poi la Germania scappa
La gara si sblocca immediatamente: al 6′ minuto ci pensa Nmecha a portare avanti i tedeschi, capitalizzando al meglio un perfetto assist di Wirtz. Curaçao ha però il grande merito di restare in partita e al 21′ trova lo storico gol del momentaneo pareggio grazie a Comenencia, che gela la retroguardia teutonica. L’illusione caraibica dura fino al 38′, quando Schlotterbeck ristabilisce le distanze siglando il 2-1 su invito di Brown. In pieno recupero, al 45’+5′, la Germania allunga definitivamente grazie a un calcio di rigore trasformato con freddezza da Havertz, mandando le squadre al riposo sul 3-1.
Secondo tempo: monologo tedesco e diluvio di gol
La ripresa si trasforma in un monologo assoluto della formazione europea. Al 47′ è subito Musiala a calare il poker su assist di Kimmich. Al minuto 68′ sale in cattedra Brown, che dopo l’assist del primo tempo si mette in proprio e firma il 5-1 sfruttando il suggerimento del neo-entrato Undav. La fame dei tedeschi non si placa e al 78′ arriva anche la sesta rete: Kimmich serve il suo secondo assist di giornata per lo scatenato D. Undav, che scrive il proprio nome sul tabellino dei marcatori. Nel finale c’è ancora spazio per la settima e definitiva marcatura che chiude i giochi sul rotondissimo 7-1: a segno ancora Havertz.
Conclusione
La Germania lancia un messaggio chiarissimo a tutte le big del torneo, mettendo in mostra una condizione fisica strepitosa e una facilità di manovra disarmante. Per Curaçao resta l’onore di aver segnato un gol storico in una vetrina così prestigiosa, ma anche la consapevolezza che il divario tecnico contro le superpotenze del calcio mondiale sia ancora troppo ampio da colmare.