Il Real Madrid ieri sera ha letteralmente surclassato il Manchester City. Non c’è mai stata partita, dal primo all’ultimo minuto di gioco. Una gara praticamente a senso unico. Il 3-0 finale sta persino stretto ai blancos, con il rigore parato da Donnarumma a Vinícius Júnior. Il fedelissimo di Ancelotti, Federico Valverde è stato semplicemente galattico con la fascia da capitano al braccio: tre gol, uno più bello dell’altro. Antonio Rüdiger ha annullato Haaland, che di fatto non ha mai visto il pallone. Ottima anche la partita dell’ex Milan Brahim Díaz, sempre nel vivo del gioco. Per il Manchester City, invece, è stata notte fonda. Una figuraccia clamorosa e sinceramente inaspettata. Perché questa pesantissima sconfitta è arrivata contro un Real Madrid decimato: assenti Bellingham, Mbappé, Rodrygo, Éder Militão, Carreras e Alaba. E parliamo di pedine importanti nel mosaico di Arbeloa. E durante la partita si è fermato anche Mendy! In pratica mancava mezza squadra. Eppure il dominio è stato totale, in tutte le voci del gioco. Ancora una volta abbiamo avuto la conferma di una verità che nel calcio europeo si ripete da anni: certe partite il Real Madrid non le sbaglia. Il Manchester City, invece, deve farsi un serissimo esame di coscienza. Perché una batosta così, soprattutto contro un avversario pieno di assenze, è molto difficile da giustificare. Josep Guardiola avrà parecchio su cui riflettere, a cominciare dall’utilità di tenere giocatori come Cherki e Reijnders fuori.
Manchester City, caduta che deve fare riflettere
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
Nessun commento
Nessun commento