Anche Fabio Capello, intervistato a Sky Sport 24, ha espresso il suo pensiero sulla situazione contingente della Juventus e sulla possibilità (sempre più concreta) che Luciano Spalletti assuma la guida tecnica della Juventus. L’ex allenatore, innanzitutto, ha parlato del momento e dell’esonero di Igor Tudor, che per la Juve rappresenta il secondo esubero di un allenatore nel 2025.
Tudor: lo spogliatoio non era più con lui
Capello esprime il personale dispiacere per uno dei suoi ex difensori, evidenziando quella che potrebbe essere la principale ragione dietro l’esonero fulmine del croato:
“Mi dispiace per Tudor, che è stato anche un mio giocatore. Per me non era il momento ideale per una decisione del genere, con tutte queste partite così ravvicinate. Probabilmente hanno capito che dovevano fare in fretta. E’ chiaro che hanno avvertito che lo spogliatoio non era più con lui”.
Oltre l’allenatore
Capello ha poi lasciato intendere che nutre qualche perplessità sulla conduzione manageriale della Società in chiave sportiva:
“Possibili tutti questi cambi di allenatore alla Juve? Thiago Motta è un ottimo allenatore e si è perso. Tudor anche non è riuscito a dare continuità ai buoni risultati dello scorso anno. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona alla Juve.”
Tuttavia Capello non vede proprio tutto nero in questa stagione, considerando la posizione in classifica: “La posizione in classifica della Juventus non è male fin qui si sono giocate poche gare. C’è la possibilità di lavorare sui giocatori e mettere in campo una squadra con equilibrio, che sappia sia difendere bene che creare occasioni da gol. Questo è stato fin qui l’handicap più importante di questa Juve“.
Spalletti: desiderio di riscatto
Sull’ipotesi Spalletti poche parole ma molto significative:
“Spalletti è un allenatore che ha dentro tristezza e rabbia. Per quello che non è riuscito a ottenere in Nazionale dai propri giocatori. A me ha confessato di aver sbagliato. Ora ha la possibilità di allenare la Juventus, mi auguro con un approccio più simile a quello avuto nell’esperienza a Napoli che in quella da ct. Ritrovando quell’umiltà che forse aveva perso”