Chivu si gode una notte indimenticabile a San Siro, dove la sua Inter ha ribaltato il Como conquistando una finale di Coppa Italia che, a un certo punto, sembrava sfuggire di mano. Il tecnico nerazzurro, nel post partita alle domande di Mediaset ha sottolineato soprattutto la forza del gruppo e lo spirito che ha permesso alla squadra di reagire dopo il doppio svantaggio: “Questo risultato è il lavoro di un gruppo che sta facendo bene da inizio stagione. Quando sono chiamati in causa lo fanno vedere: chi è entrato dalla panchina ha dato una grossa mano capendo il momento, sapendo cosa fare. Hanno avuto personalità, coraggio e sono stati decisivi”.
Chivu insiste molto sull’identità della squadra, un concetto che richiama la storia stessa del club: “Questi ragazzi hanno voglia, determinazione e orgoglio: hanno il dna Inter dentro e rimontare due volte il Como in pochi giorni è roba da pazza Inter”. Parole che spiegano bene una serata fatta di emozioni forti e di una rimonta costruita con carattere, qualità e fiducia nei propri mezzi.
Il tecnico nerazzurro guarda anche oltre, senza nascondere le ambizioni: “Col lavoro e coi risultati ci siamo messi nella condizione di poter sognare di raggiungere sia l’obiettivo campionato sia quello della Coppa Italia”.
Non manca poi un riferimento alla gestione della partita e ai singoli: “I giocatori sentono la responsabilità di cos’è questo club, hanno tanta voglia di portare avanti il lavoro. Anche chi è entrato ha fatto bene, mettendo in difficoltà il Como”. E sulle condizioni di Dumfries chiarisce: “Ha avuto un piccolo problema al tendine, ma mi ha dato comunque disponibilità”.
Infine, Chivu risponde con personalità anche ai paragoni con altri allenatori come Mourinho: “Ai giornalisti piacciono i titoli, a me no. Io sono Chivu, metto passione e cuore nell’allenare”.