La 35ª edizione della Coppa delle Nazioni Africane (AFCON) segna un punto di svolta storico per il calcio continentale. Per la prima volta, la competizione si giocherà a cavallo tra due anni, dal 21 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026. Questa decisione, ufficializzata dalla CAF dopo lunghe trattative con la FIFA, nasce dall’esigenza di non sovrapporsi al nuovo Mondiale per Club previsto per l’estate 2025, garantendo così la presenza di tutte le stelle africane che militano nei top club europei. Il Marocco, nazione ospitante, sta investendo miliardi di dirham per trasformare l’evento in una “mini-Coppa del Mondo”. Le partite si disputeranno in sei città chiave: Rabat, Casablanca, Marrakech, Agadir, Tangeri e Fez. Tra queste spicca il completamento dei lavori al monumentale stadio di Tangeri e l’ammodernamento del complesso sportivo Prince Moulay Abdellah di Rabat, strutture che vantano standard tecnologici all’avanguardia e che serviranno da biglietto da visita per la candidatura marocchina ai Mondiali del 2030.
Formula del torneo e percorso di qualificazione
La formula della competizione rimane quella consolidata a 24 squadre, che garantisce un perfetto equilibrio tra spettacolo e inclusività. Le nazionali saranno suddivise in sei gironi da quattro squadre ciascuno. Il passaggio del turno sarà concesso alle prime due classificate di ogni gruppo e alle quattro migliori terze, che andranno a comporre il tabellone degli ottavi di finale. Questo formato, sebbene premi la costanza, lascia spazio a clamorosi ribaltoni nelle ultime giornate dei gironi, una caratteristica che ha reso celebre il torneo per la sua imprevedibilità. Le qualificazioni, concluse di recente, hanno confermato il ritorno di grandi nobili decadute e la crescita di realtà emergenti: il Marocco si presenta da padrone di casa ma ha comunque dominato il suo girone eliminatorio, dimostrando una fame di vittorie che spaventa le concorrenti.
Le favorite: una sfida tra giganti e stelle mondiali
Sotto il profilo tecnico, il Marocco è la squadra da battere. I “Leoni dell’Atlante”, dopo lo storico quarto posto ai Mondiali in Qatar, hanno l’ossessione di spezzare un tabù continentale che dura dal 1976. Con una rosa che mescola l’esperienza di Achraf Hakimi e la fantasia di Brahim Díaz, i padroni di casa godranno di una spinta popolare senza precedenti. Le principali minacce arrivano però dalla Costa d’Avorio, campione in carica, che ha ritrovato solidità difensiva e una nuova generazione di talenti fisici. Grande attenzione va posta anche sulla Nigeria degli “italiani” Ademola Lookman e Victor Osimhen: le “Super Eagles” possiedono probabilmente il miglior potenziale offensivo del continente. Infine, non si possono dimenticare il Senegal, che cerca di riprendersi lo scettro dopo il trionfo del 2021 grazie a un’organizzazione tattica superiore, e l’Egitto di Mohamed Salah, che vede in questa edizione l’ultima grande occasione per l’asso del Liverpool di sollevare il trofeo più ambito. Tra le squadre più pericolose che non partono con i favori del pronostico, la Repubblica Democratica del Congo occupa un posto di rilievo. Sotto la guida tattica di Sébastien Desabre, i “Leopardi” hanno ritrovato una compattezza difensiva impressionante, arrivando fino alle semifinali nell’ultima edizione. Con un mix di fisicità e talento puro — rappresentato da giocatori come Chancel Mbemba e l’attaccante Yoane Wissa — sono una squadra difficile da scardinare e capace di colpire in ripartenza. Altrettanto temibile è il Sudafrica. I “Bafana Bafana” giocano un calcio moderno, molto tecnico e basato sul blocco del Mamelodi Sundowns, la squadra di club più forte del continente. Questa intesa naturale permette loro di avere meccanismi di gioco oliati che spesso mettono in crisi le nazionali composte da “stelle” che si radunano solo pochi giorni prima del torneo.
Le scommesse: Angola e le “nuove” realtà
Un’altra nazionale da monitorare con estrema attenzione è l’Angola. Le “Palancas Negras” hanno mostrato una crescita esponenziale, mettendo in mostra un calcio offensivo e coraggioso guidato da Gelson Dala e Mabululu. Durante le ultime qualificazioni, l’Angola ha dimostrato di poter dominare il possesso palla anche contro avversari più quotati, rendendola la candidata ideale per il ruolo di “ammazzagrandi”. Accanto a loro, non va sottovalutato il Burkina Faso, una squadra che ormai da un decennio flirta costantemente con le fasi finali del torneo. Gli “Stalloni” vantano un’ottima struttura atletica e individualità come Edmond Tapsoba, uno dei migliori difensori in Europa, capace di guidare il reparto con una leadership veterana nonostante la giovane età.
Le possibili sorprese: Guinea e Comore
Infine, occhio alla Guinea di Serhou Guirassy, uno dei bomber più prolifici degli ultimi anni tra Bundesliga e Champions League; la presenza di un finalizzatore di questo livello può trasformare una squadra ordinata in una pretendente alle semifinali in qualsiasi momento. Un gradino sotto, ma sempre pronta a stupire, c’è la piccola nazionale delle Comore. Dopo aver eliminato il Ghana in passato, le Comore continuano a investire sulla diaspora francese per rinforzare la rosa, creando un gruppo molto unito tatticamente che fa della resilienza il suo punto di forza. In un torneo che si giocherà in un clima invernale ma mediterraneo, queste squadre potrebbero adattarsi più velocemente dei giganti, regalando ancora una volta una favola sportiva inaspettata.