La serata all’Olimpico di Roma, dove il Lecce ha ceduto il passo alla Lazio ha confermato l’anemia offensiva dei giallorossi, capaci di segnare solo otto reti in dodici partite. Una di queste marcature porta la firma di Francesco Camarda per il suo primo gol in serie A, mentre il collega Nikola Stulic è ancora al palo e offre prestazioni preoccupanti. Arrivare alla salvezza in queste condizioni diventa complicato e sono in molti a rimpiangere Nikola Krstovic, oggi riserva all’Atalanta dopo il rientro a pieno regime di Gianluca Scamacca. La cosa strana è che il baby prodigio arrivato in prestito dal Milan appena veste la maglia azzurra Under 21 trova la via della rete con facilità disarmante. Questo impone una riflessione sul sistema di gioco offensivo impostato da Eusebio Di Francesco. Il commissario tecnico Silvio Baldini è un altro assertore del 4-3-3, ma fa giocare gli esterni d’attacco più vicini al centravanti, riempiendo l’area avversaria. Mentre il tecnico leccese chiede larghezza ai suoi esterni, con il risultato che i movimenti del centravanti sono facilmente leggibili per i centrali avversari. Come ovviare al problema? Le cose sono due: avvicinare Riccardo Sottil, Tete Morente, Santiago Pierotti e Konan N’Dri al centravanti di turno o cambiare modulo passando al 4-3-1-2 o al 3-5-2. Ma dubitiamo fortemente che l’allenatore abruzzese venga meno al suo credo tattico, quindi ci sarebbe una terza via: l’arrivo di un terzo centravanti durante il mercato invernale, più pronto dei due attualmente in rosa.
Lecce, problema centravanti: soluzioni?
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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