L’Atalanta tiene il punto e continua a chiedere i 50 milioni per il cartellino del nigeriano Lookman, rifiutando l’offerta dell’Inter che vorrebbe invece beneficiare di sconti facendo leva sulla volontá del calciatore. Nulla di nuovo, un film già visto in molte sessioni di mercato degli ultimi anni. Una vicenda che ricorda, ultima nell’ordine cronologico, quella di Osimhen, costretto a vivere il ritiro estivo 2024 da separato in casa Napoli. La sensazione è che anche il trasferimento di Lookman si sbloccherà negli ultimi giorni di mercato.
Ma la questione Lookman rischia un epilogo non necessariamente favorevole al calciatore, il quale ha già rotto con la proprietà, manifestando pubblicamente il suo disamore per i colori del club, eliminando ogni traccia della Dea dai propri canali social.
La domanda che bisogna porsi è fino a che punto un calciatore puó spingersi. Da tesserato dell’Atalanta, con un contratto in essere che scade nel 2028, Lookman dovrebbe tener fede agli impegni contrattuali e, come alcuni opinionisti giustamente sottolineano, ringraziare la squadra che lo ha reso un giocatore di successo e di caratura internazionale. Se non fosse che, come quasi sempre accade ai giocatori in voga, gli agenti non si accordino preliminarmente con altri club con la pretesa di dettare le condizioni per il suo trasferimento. In questo conflitto tra club cedente e procuratori, l’offerente tenta di speculare con offerte al disotto del livello di mercato. Ma…c’è chi dice no come intonava un celebre brano di Vasco Rossi. Come De Laurentiis, infatti, i Percassi non hanno intenzione di cedere alle pressioni dei propri calciatori, rivendicando il proprio legittimo diritto a chiedere il prezzo che ritengono congruo per il cartellino.