Su Spalletti
Eder ha addossato a Spalletti la colpa del suo addio all’Inter: “Perché sono andato via? Per Spalletti. Non ho mai sopportato la sua ipocrisia. Allenatore top, ma come uomo…meno!” D’altronde, il calciatore sotto la guida del tecnico toscano giocò pochissimo: “Su quasi 90 partite solo una ventina da titolare ma sono felice del tempo trascorso a San Siro. Un orgoglio. Poi davanti c’era Icardi”.
Su Conte
Parole al miele, invece, per il suo ex Ct della Nazionale Antonio Conte: “Sinisa (Mihajlovic) mi disse che Antonio e il suo staff sarebbero venuti a vedermi prima di un Sampdoria-Cagliari, nel 2015. Un paio di settimane dopo, prima dell’Inter, fui informato della convocazione. Quando chiamò l’Italia accettai subito. Con Antonio vomitai: riscaldamento, tattica, palestra, test dello jo-jo, su e giù. Mi chiedevo: “Ma come si fa?”. Però poi volavamo. Cosa mi stregò? La coerenza, trattava tutti allo stesso modo. L’ho visto incazzarsi perfino con Pirlo”.
Il rimpianto di Leicester
Eder, prima di andare all’Inter, era stato vicinissimo al Leicester che avrebbe poi vinto la Premier League con l’allenatore Claudio Ranieri. Il giocatore racconta: “Ranieri mi rispose da signore: “Se vuoi divertirti come un bambino, vieni da noi”. Avrei giocato dietro a Vardy, era fatta. Andai all’Inter…e giocai pochissimo. Il Leicester vinse il campionato”.