La Nazionale e la scelta di continuare
Cristiano Ronaldo ha confermato la volontà di proseguire il proprio percorso con il Portogallo, nonostante i 41 anni e i dubbi emersi sul suo futuro dopo il Mondiale. La decisione è arrivata dopo un confronto con il presidente federale e con il nuovo commissario tecnico Jorge Jesus: «Sono qui perché me lo sono meritato, per quanto fatto col club», ha spiegato il portoghese, ribadendo di sentirsi ancora utile alla Nazionale. Ronaldo ha anche chiarito di non considerare necessario giocare tutte le partite: «Non giocherò tutte e quattro le partite. Penso di essere stato chiamato in Nazionale perché faccio la differenza nel mio club. Sono a disposizione per qualsiasi esigenza del ct, che si tratti di giocare, partire dalla panchina o non giocare affatto». Jorge Jesus, dal canto suo, ha confermato che, salvo imprevisti, Ronaldo sarà titolare contro il Galles.
Gli obiettivi: il millesimo gol e la Nations League
Ronaldo non nasconde le ambizioni per quella che considera una nuova fase della sua esperienza internazionale. Gli obiettivi sono due e non necessariamente alternativi: «Raggiungere i 1000 gol e vincere la Nations League col Portogallo». Il traguardo personale resta dunque sullo sfondo, ma il capitano mette sullo stesso piano anche la volontà di conquistare nuovamente il trofeo con la Nazionale. «È una nuova era»,ha sottolineato, ringraziando Roberto Martinez per il lavoro svolto e salutando l’arrivo di Jorge Jesus. Il Portogallo, campione in carica della Nations League, apre infatti il nuovo ciclo contro il Galles.
Jorge Jesus, un calcio diverso
Il rapporto con Jorge Jesus è uno degli elementi centrali del nuovo corso. Ronaldo conosce già il tecnico per aver lavorato con lui all’Al Nassr e ne apprezza soprattutto idee e metodo. «È la scelta perfetta. Porta un’atmosfera diversa, idee diverse e un modo di parlare diverso», ha spiegato il capitano, prevedendo anche un’evoluzione sul piano del gioco. L’attaccante ha parlato di un possibile calcio più offensivo, pur precisando che ciò che conta resta il risultato: «Non dico meglio o peggio, ma a vincere che è il più importante». Anche Jesus ha ribadito che il rendimento attuale sarà il criterio centrale delle sue scelte, senza privilegi legati al passato.
Le critiche e la risposta di Ronaldo: «Schivo il proiettile»
Uno dei passaggi più personali della conferenza ha riguardato il rapporto con i media. Ronaldo ha ammesso di aver percepito particolarmente le critiche nell’ultimo periodo: «Non posso essere completamente sincero… devo essere politicamente corretto». Poi la replica alle voci di chi lo vorrebbe fuori dalla Nazionale o vicino al ritiro: «Capisco che alcuni media stiano cercando di farmi fuori, ma solo con un fucile. E anche in quel caso, schivo il proiettile». Una frase che riassume la determinazione con cui il portoghese affronta questa fase della carriera, continuando a sentirsi protagonista e utile alla squadra.
Il ritiro può aspettare
Sul possibile addio al calcio, Ronaldo non ha escluso che quella in corso possa essere l’ultima stagione, ma ha scelto di non fissare una data. «È molto probabile che questo sarà il mio ultimo anno, ma lo annunceremo a tempo debito», ha detto. La priorità, però, resta il presente: «Penso solo al presente. So che molti vorrebbero che me ne andassi ora, ma la mia motivazione viene da chi vuole continuare a vedermi giocare». Ronaldo ha spiegato di riflettere continuamente sulle proprie decisioni, ma di aver scelto ancora una volta di continuare. Anche sul traguardo dei 1000 gol mantiene un atteggiamento pragmatico: «Ci arriveremo. Ma non è un’ossessione».