Il ritorno del playout di Serie B si è trasformato in un epilogo drammatico e increscioso per la Salernitana, che ieri sera ha visto sfumare la permanenza in cadetteria in un finale di partita segnato dalla forte contestazione dei propri tifosi. La Sampdoria si è imposta per 0-2 all’Arechi, garantendosi la salvezza e condannando i granata alla retrocessione in Serie C.
La partita, già tesa per l’alta posta in palio, ha preso una piega definitiva con le due reti dei blucerchiati, che hanno saputo capitalizzare le occasioni e gestire la pressione di un ambiente infuocato. I gol ospiti hanno spento le speranze della Salernitana, scatenando la rabbia e la frustrazione sugli spalti.
Il culmine della tensione è arrivato al 75′ minuto: con la Sampdoria in vantaggio di due gol e la retrocessione ormai quasi certa, i tifosi della Salernitana hanno dato vita a una veemente e violenta protesta. Dagli spalti hanno iniziato a piovere in campo oggetti di ogni tipo, inclusi diversi seggiolini divelti. La situazione è degenerata a tal punto da rendere impossibile la prosecuzione del match. L’arbitro, dopo un’iniziale sospensione temporanea, ha preso la decisione definitiva di sospendere la gara, decretandone di fatto la fine anticipata.
Un epilogo amaro e inaccettabile per la Salernitana, che conclude così la sua avventura in Serie B nel peggiore dei modi, macchiata da episodi di violenza che rischiano di portare anche ulteriori sanzioni al club. Per la Sampdoria, invece, è gioia pura e liberazione: la vittoria per 0-2 le assicura la permanenza nella categoria, festeggiata in un clima surreale.
La retrocessione in Serie C, pur maturata sul campo con il doppio confronto del playout, lascerà un ricordo ancor più doloroso per i tifosi granata, segnata da una contestazione che ha superato i limiti della sportività e ha gettato un’ombra sull’intera serata.