Giovanni Galli è stato un portiere importante e ha indossato le maglie di Fiorentina, Milan (squadra alla quale è rimasto legato e con i colori rossoneri ha vinto tutto), Napoli, Torino, Parma e Lucchese. In nazionale ha messo insieme 19 gettoni di presenza ed è stato campione del mondo in Spagna nel 1982 (aggregato come terzo portiere dietro a Dino Zoff e Ivano Bordon). La sua vita è stata tragicamente segnata dalla scomparsa del figlio Niccolò, mancato in un incidente stradale il 10/02/2001. Il giovane aveva fatto un percorso importante come difensore nelle giovanili di Torino, Parma, Fiorentina, Arsenal e Bologna. Proprio con la maglia rossoblù esordì in Serie A il 1º ottobre, entrando in campo all’83’ della gara valida per la prima giornata del campionato 2000-2001 contro la Roma, persa 2-0 dai felsinei. L’ex portiere ha recentemente raccontato alla Gazzetta dello Sport il proprio dolore, ricordando il figlio con queste parole: “Dopo l’incidente di mio figlio Niccolò, due cose sono state fondamentali nella mia vita: il grande amore della mia famiglia e la fede. Ho perso mio padre a 19 anni e non pensavo di dover portare i fiori al cimitero a mio figlio. Se non avessi avuto questa grande fede e la convinzione di ritrovare e rivedere un giorno mio figlio sarebbe stato difficile convivere con questo dolore. Il dolore non passa mai, ci si può solo convivere. Davanti a mia moglie e alle mie figlie volevo essere la persona alla quale loro potessero aggrapparsi e cercavo di non farmi vedere piangere. Mi è mancato poter piangere, lo facevo di nascosto sotto la doccia perché non volevo farlo davanti a loro. Ma è stato comunque un errore perché sia il dolore che la felicità devono essere condivise con tutti. A distanza di tempo mi sto portando dentro ancora tante ferite. Niccolò era nato il 22 maggio 1983 e quel giorno si festeggia Santa Rita. Quando è successo l’incidente ci siamo sentiti in dovere di andare a Cascia e portare una fotografia di Niccolò che abbiamo perso nel 2001 all’età di 17 anni. Con quella foto abbiamo restituito nostro figlio a Santa Rita. Lei ce lo aveva “dato” il 22 maggio e noi glielo abbiamo riportato. Dopo la scomparsa di Niccolò il mio rapporto con Dio non è cambiato. Ogni sera prima di dormire faccio le mie preghiere e l’ultima immagine è quella di Niccolò. Non so come lo rivedrò: se nell’età in cui ci ha lasciati o invecchiato. Speriamo di riconoscerci….”