Il Napoli sta vivendo una fase decisiva per il proprio futuro infrastrutturale: Aurelio De Laurentiis, oggi alle prese anche con il grattacapo plusvalenze, (vicenda che lo vede imputato per falso in bilancio), ha accelerato su due fronti: centro sportivo e stadio. L’ obiettivo è quello di dotare il club di strutture moderne, autonome e finalmente all’altezza delle ambizioni europee.
Il futuro del Napoli passa innanzitutto da Castel Volturno. Il Presidente ha deciso di imprimere un’accelerazione definitiva al progetto del nuovo centro sportivo e alla questione stadio, due tasselli che il presidente considera essenziali per portare il club in una nuova era.
Il nuovo centro sportivo a Castel Volturno
La zona in cui dovrebbe sorgere l’area sportiva è chiamata La Piana e si trova sempre nel comune di Castel Volturno. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Corriere dello Sport, si tratterebbe di terreni di proprietà della famiglia Coppola: circa 100 ettari su cui De Laurentiis vuole costruire un campus all’avanguardia. Il progetto prevede circa 10 campi di calcio, una grande area coperta di 7.500 m², palestra, centro medico, foresteria per i giovani e spazi dedicati a prima squadra, Primavera e settore giovanile. L’accordo con i proprietari dei terreni è impostato ma non ancora chiuso in tutti i dettagli, anche se De Laurentiis punta a far partire i lavori in estate e a posare la prima pietra a settembre. L’attuale training center resterà comunque operativo almeno fino al 2026.
Stadio Maradona da rimpiazzare
Per quanto riguarda lo stadio, De Laurentiis non fa segreto dei limiti dell’attuale “anfiteatro”. Ultimamente, durante un convegno alla Bocconi, ha dichiarato senza mezzi termini che è un “semicesso”.
Sono sotto gli occhi di tutti i problemi logistici (parcheggi, viabilità), età dell’impianto e difficoltà a effettuare interventi profondi senza praticamente rifarlo da zero. Il nuovo stadio in progettazione accoglierebbe circa 65.000 posti con servizi moderni, settore ospiti dedicato e spazi commerciali, ma ritiene che l’attuale struttura renda difficile una trasformazione radicale. Se di nuovo stadio si possa parlare, questo sorgerebbe nell’area di Bagnoli, mentre il Comune resta aperto al dialogo per una possibile — ma complicata — riqualificazione del Maradona, inclusa l’ipotesi di riaprire l’anello superiore.
La visione di De Laurentiis
Il progetto complessivo punta a creare un ecosistema “Napoli” virtuoso, con un centro sportivo di proprietà che diventi il fiore all’occhiello del centrosud, con un’accademia giovanile forte, e uno stadio moderno che garantisca ricavi, autonomia e una fruizione da club europeo. La strada è ambiziosa ma complessa: servono investimenti enormi, tempi lunghi, permessi e accordi politici. Tuttavia, per la prima volta dopo molti anni, il Napoli sembra aver imboccato una direzione chiara verso una rivoluzione infrastrutturale.