SUPER-PORTOGALLO: CONTRO LA SVIZZERA E’ GOLEADA

7 Dicembre 2022

Al Lusail Stadium va in scena Portogallo-Svizzera, l’ultimo quarto di finale del tabellone dei Mondiali 2022. La nazionale lusitana, con Cristiano Ronaldo in panchina fino al 73′, travolge 6-1 la Svizzera, trascinata da uno straordinario Gonçalo Ramos.

Queste le formazioni scese in campo:
PORTOGALLO (4-3-3): Diogo Costa; Dalot, Ruben Dias, Pepe, Guerreiro; William Carvalho, Otavio (dal 74′ Vitinha), Bruno Fernandes (dall’86’ Leao); Joao Felix (dal 74′ Cristiano Ronaldo), Gonçalo Ramos (dal 74′ Ricardo Horta), Bernardo Silva (dall’81’ Ruben Neves). All. Santos
SVIZZERA (4-3-3): Sommer; Fernandes, Akanji, Schar (dal 46′ Comert), Rodriguez; Sow (dal 55′ Seferovic), Freuler (dal 55′ Zakaria), Xhaka; Shaqiri, Embolo (dall’88’ Jashari), Vargas (dal 65′ Okafor). All. Yakin
 

La Svizzera prova a bloccare la manovra del Portogallo, ma la qualità dei ragazzi di Santos ci mette poco ad emergere. Al 17′ luistiani subito in vantaggio: Felix trova Ramos nel cuore dell’area, il bomber del Benfica è bravo a girarsi approfittando della marcatura leggera di Schaer e a trafiggere Sommer con un siluro sul primo palo. Portogallo padrone del match, ma al 28′ prende un rischio sulla punizone di Shaqiri. Lo svizzero dai 25 metri va col destro, insidioso sull’angolino basso e il portiere devia in corner. Al 33′ Pepe raddoppia: il difensore svetta in area su corner dalla destra e insacca in rete. Al 41′ Sommer compie un grande intervento su Goncalo Ramos: altra grande ripartenza del Portogallo con Bruno Fernandes che serve centralmente il sostituto di Ronaldo, che a tu per tu col portiere fallisce il bersaglio.

A inizio secondo tempo bastano poco più di 5′ al Portogallo per chiudere i conti: cross basso di Dalot, inserimento perfetto di Ramos che brucia ancora una lenta e deconcentrata difesa elvetica, trovando la doppietta personale. I ragazzi di Yakin sono totalmente in bambola e al 55′ è un gioco da ragazzi per quelli di Santos calare il poker: azione da lustrarsi gli occhi che parte da una magia di Otavio e si chiude col sinistro vincente di Guerreiro. Al 58′ Akanji accorcia le distanze: dalla bandierina palla in mezzo, spizzata di Ramos sul secondo palo e Akanji da solo sul secondo palo appoggia in rete. L’illusione dura poco, perché al 67′ lo stesso Ramos frena subito gli entusiasmi siglando la rete che gli consente di portarsi a casa il pallone. Al 92′ arriva anche la prodezza di Leao per il 6-1 finale. Rete spledida del giocatore del Milan che da posizione defilata la mette a giro nell’angolino basso.

Cinico, incontenibile, fluido e bello da vedere. Il Portogallo comincia nel migliore dei modi quella che, a tutti gli effetti, potrebbe essere definita l’era post-CR7. L’ex United era infatti sempre partito titolare nelle sfide a eliminazione diretta a cui aveva preso parte tra Europei e Mondiali, ma contro la Svizzera il ct Santos ha voluto aprire un nuovo capitolo, lasciandolo a riposo. Protagonista assoluto il 21enne Ramos, che raccoglie un’eredità pesantissima, si carica sulle spalle la squadra e la trascina al turno successivo con una performance indimenticabile. Ad assisterlo, naturalmente, il talento di Bernardo Silva e Bruno Fernandes, la corsa di Guerreiro e Dalot (preferito a Cancelo), la solidità intramontabile di Pepe. Gloria finale anche per Leao, già al secondo (straordinario) gol nel torneo nonostante lo scarsissimo minutaggio.

Queste le parole del ct del Portogallo Fernando Santos nella conferenza post gara: “Non è stata una serata perfetta, ma abbiamo disputato una grande partita mettendo in campo il giusto atteggiamento per tutti i novanta minuti di gioco. L’assenza di Cristiano Ronaldo? Ne ho già parlato e non lo farò più; lui e Gonçalo Ramos sono due calciatori diversi. Ronaldo è il nostro capitano, non ci sono stati problemi in seguito alla mia decisione: è un ragazzo che cerca sempre di dare il suo contributo, ma non sta a me dire se giocherà o meno nella prossima partita. Vedremo cosa succederà.”

Queste le dichiarazioni del ct della Svizzera Murat Yakin: “Widmer era malato, aveva la febbre, ma anche Fabian Schär e Nico Elvedi non stavano bene. È per questo motivo che abbiamo dovuto cambiare il nostro sistema di gioco. Penso però che sia inutile parlare dei singoli e delle posizioni in campo, semplicemente non eravamo pronti. È stato un buon Mondiale, ma purtroppo non siamo stati capaci di andare oltre i nostri limiti.

Il Portogallo affronterà ai quarti di finale il Marocco, reduce della vittoria contro la Spagna.

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