Kompany su Vinicius: “Dice il vero”
Durante la gara all”Estadio Da Luz, Kompany ha parlato a favore dell’attaccante del Real Vinicius: per il tecnico belga, infatti, il giocatore brasiliano non avrebbe avuto alcun motivo per fingere. “Quando guardi cosa succede, la reazione di Vinicius Jr non può essere finta. Si vede che è una reazione emotiva. Non vedo alcun beneficio per lui nell’andare dall’arbitro: se lo fa è perchè nella sua mente è la cosa giusta da fare in quel momento”. Aggiunge ancora: “Poi c’è Kylian Mbappé, che di solito è sempre abbastanza diplomatico ed è molto chiaro su quello che ha sentito e cosa ha visto e lo è ancora di più dopo la partita”.
Kompany critica Mourinho
Il tecnico del Bayern, inltre, critica il comportamento di Mourinho, teso unicamente a screditare Vinicius in un momento della gara tanto delicato: “Jose Mourinho usa di fatto chi attacca il personaggio di Vinicius Junior, parlando di quel tipo di esultanza per screditare quello che Vinicius sta facendo in quel momento. E per me, in termini di leadership è un grande errore, ed è qualcosa che non dovremmo accettare. Il tecnico belga ha criticato anche il riferimento di Mourinho a Eusebio, ‘utilizzato’ dal portoghese per sostenere che il Benfica non potrebbe essere un club razzista avendo avuto una delle sue icone storiche di origine africana. “E in più cita il nome di Eusebio per dire che il Benfica non può essere razzista perchè il miglior giocatore della storia del Benfica è Eusebio. Sapete quello che hanno dovuto affrontare i giocatori di colore negli anni Sessanta? Era lì con Eusebio in ogni gara in trasferta? Mio padre è una persona di colore degli anni Sessanta, probabilmente all’epoca l’unica opzione che aveva era stare zitto, non dire niente, ed essere superiore a loro, essere dieci volte meglio, per avere un pó di credito e far dire alle persone è forte”.
Sul razzismo
Il monologo di Kompany ha definito l’argomentazione di Mou inappropriata, ricordando che negli anni Sessanta molti calciatori subirono discriminazioni pesanti, spesso lontano dagli occhi del grande pubblico. “È successo a Eto’o, è successo a Balotelli tante volte.. Era per la sua esultanza? Sono calciatori con personalità, ma se succede a Patrick Vieira? È successo a me: venti anni fa ero a Siviglia, contro il Betis Siviglia con Cheik Tioté, che ha giocato nel Newcastle e che è morto per un attacco cardiaco quando era in Cina. Una persona incredibile, con un cuore d’oro, entrambi avevamo 18-19 anni quando siamo andati a questa partita e c’erano i tifosi del Betis Siviglia cantando Ku Kux Klan, facendo il verso della scimmia. Abbiamo giocato quella partita, sono felice di aver fatto goal anche per questo. Reazione per la mia esultanza? Che cosa ho fatto? Ma devo dire è stato anche uno dei momenti più belli della mia carriera perchè il resto dei tifosi del Betis Siviglia iniziò a fare ‘buuuu’ agli ultrà del Betis. Da allenatore (dell’Anderlecht) contro il Club Brugge, io – che ho giocato nel Belgio e sono stato il capitano della nazionale – e il mio staff siamo stati chiamati “scimmie marroni” e dopo che mi sono lamentato ho visto la politica nascondere questa storia. Non ci sono state conseguenze…”.