IL NAPOLI CORONA UN SOGNO: 4-1 AL LIVERPOOL

IL NAPOLI CORONA UN SOGNO: 4-1 AL LIVERPOOL

8 Settembre 2022
Prestazione da applausi della squadra di Spalletti, che supera 4-1 i Reds al ‘Maradona’ dominando all’esordio nel gruppo A di Champions.

Queste le formazioni scelte dagli allenatori:

Per il Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Olivera (74′ Mario Rui); Anguissa, Lobotka, Zielinski (74′ Elmas); Politano (57′ Lozano), Osimhen (41′ Simeone), Kvaratskhelia (57′ Zerbin).
Per il Liverpool (4-3-3):
Alisson; Alexander-Arnold, Gomez (46′ Matip), van Dijk, Robertson; Elliot (78′ Arthur), Fabinho, Milner (62′ Thiago); Salah (62′ Diogo Jota), Firmino (62′ Nuñez), Diaz.

La partita

Il primo tempo è in discesa per gli azzurri che dominano in lungo e in largo approfittando delle distrazioni della difesa del Liverpool, dimostratasi non all’altezza della sfida.

Al 1′ prima emozione della gara: gran lancio di Di Lorenzo per lo scatto di Osimhen, che aggira Alisson, si decentra e da posizione defilata centra il palo esterno.

Dopo soli 5′ arriva il gol del Napoli:
  l’arbitro Del Cerro Grande assegna un rigore agli azzurri per una deviazione di mano di Milner su tiro di Zielinski: dal dischetto il polacco non sbaglia.

Al 18′ altro calcio di rigore per gli azzurri: stavolta per un pestone di van Dijk su Osimhen. Questa volta Alisson ipnotizza il nigeriano, evitando il raddoppio azzurro.

Al 28′ Osimhen ruba palla all’ingenuo Gomez, entra da solo in area e tocca per Kvaratskhelia, che calcia a porta vuota ma trova il clamoroso salvataggio sulla linea del rientrante van Dijk.

Al 31′ arriva il secondo gol del Napoli. Uno-due perfetto tra Zielinski e Anguissa e sinistro letale di quest’ultimo davanti ad Alisson.

Al 34′ punizione di Alexander-Arnold, colpo di testa improvviso di van Dijk e gran balzo di Meret, che respinge.

Al 44′ 3-0 degli azzurri:
 numero stupendo di Kvaratskhelia, che sulla sinistra fa semplicemente quel che vuole: centro mancino perfetto e appoggio a porta vuota di Simeone, entrato da pochi minuti al posto di Osimhen. 3-0.

Si va negli spogliatoi sul 3-0, tra i decibell dello Stadio Maradona. Il Napoli rientra in campo con la stessa concentrazione dei primi 45 e dopo appena due minuti cala addirittura il poker! Alisson mette una pezza a un primo tentativo ravvicinato di Zielinski, servito da Simeone, ma lo stesso polacco sulla ribattuta mette dentro con uno scavetto. Incredibile 4-0.


Al 49′ il gol della bandiera del Liverpool:
palla persa dal Napoli in mezzo al campo, Diaz dal limite dell’area rientra e con un bellissimo destro a giro batte Meret. 4-1.

Al 61′ si fa vedere il Liverpool nella metà campo dei Partenopei. Gran riflesso di Meret su un colpo di testa, centrale ma improvviso e potente, di Luis Diaz. Liverpool vicino al secondo gol.

Queste le parole di Luciano Spalletti ai microfoni di Sky, molto lucido e attento alle parole da usare:  “Non mi aspettavo niente, mi aspettavo che la squadra riuscisse a fare la partita il resto è tutto una conseguenza. Me lo sono goduto perché abbiamo fatto il Napoli contro una grande come il Liverpool. Ma bisogna essere lucidi: è una partita che si può fare, se c’è il giusto atteggiamento.

Una serata così si può vivere solo per merito di tutta la squadra. Se mi chiedete dei singoli dico che Rrhamani e Kim questa sera hanno fatto una partita mostruosa.

Ora si va a lavorare con tranquillità, ma non si diventa presuntuosi per una partita”.

Queste le parole di Kloop rilasciate nella conferenza stampa post gara: Se quelli del Wolverhampton, nostro prossimo avversario in Premier, hanno visto la partita probabilmente non riusciranno a smettere di ridere. È davvero dura da accettare, ma direi non così difficile da spiegare. Innanzitutto, il Napoli ha giocato molto bene e noi no. Questa è la prima spiegazione della sconfitta. E i due rigori che abbiamo concesso sono stati entrambi un pò sfortunati”.

Il poker al Liverpool rivela in maniera esplosiva le potenzialità altissime del Napoli. Nonostante gli addii estivi di Koulibaly e Fabian Ruiz, nonostante le separazioni da Insigne e Mertens. Per un tempo, prima di un naturale calo fisico e mentale, la squadra di Luciano Spalletti ha dato la netta sensazione di potersela giocare alla pari contro chiunque.

 E dunque si fa fatica, ad esempio, a spiegare l’1-1 contro il Lecce di una settimana fa. Così come le tante, troppe battute a vuoto della scorsa stagione contro le formazioni medio-piccole della Serie A: lo Spezia, l’Empoli (sia all’andata che al ritorno), il Verona. Intoppi che, alla fine, hanno impedito agli azzurri di lottare per lo Scudetto fino all’ultima giornata.
Se il Napoli trovasse la giusta continuità in questo senso, se ne potrebbero vedere delle belle. Che non sia lo stesso Liverpool delle ultime stagioni, lo si sta capendo anche dal rendimento in Premier: tre pareggi, una sconfitta, un paio di vittorie tra cui una soffertissima contro il Newcastle. Ma sono soprattutto altri fattori della banda Klopp a sconcertare: l’atteggiamento remissivo e timido di un primo tempo completamente dominato dal Napoli e i buchi allucinanti di una difesa incomprensibilmente altissima, sfilacciata, “guidata” come peggio non si potrebbe da un Joe Gomez del tutto disorientato.

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