Lo sviluppo del calcio femminile non può limitarsi all’aumento delle pratiche sportive o della visibilità mediatica, ma deve includere anche una presenza più significativa delle donne nei ruoli tecnici e decisionali. In questa prospettiva, il Consiglio della FIFA ha introdotto una nuova norma che impone alle squadre partecipanti a competizioni femminili organizzate dalla federazione internazionale di inserire nello staff almeno una figura femminile, come allenatrice o assistente.
Una nuova regola per favorire l’inclusione
Questa disposizione riguarda tutte le principali competizioni, sia a livello senior che giovanile, coinvolgendo squadre nazionali e club. La sua applicazione inizierà con la Coppa del Mondo Under 20 prevista in Polonia a settembre. Successivamente, la norma sarà valida anche per la seconda edizione della Champions League femminile, per i Mondiali del 2027 in Brasile e per la prima edizione della Coppa del Mondo per club femminile, in programma nei prossimi anni.
Un cambiamento ancora in corso
Nonostante i progressi compiuti dal movimento, la presenza femminile nelle panchine resta ancora limitata. Un dato significativo arriva dal Mondiale 2023, dove soltanto 12 allenatori su 32 erano donne. Anche nel contesto italiano la situazione riflette questa tendenza: la nazionale è guidata da un commissario tecnico uomo, Andrea Soncin. Tuttavia, l’Italia rispetta già i nuovi criteri grazie alla presenza di Viviana Schiavi, che dal 2023 ricopre il ruolo di vice allenatrice della selezione azzurra.