La maggioranza delle quote del Frosinone, squadra neopromossa in Serie A, passa di mano. Circa l’80% delle quote sarà infatti del Fondo Clara Vista, una piattaforma di investimento statunitense con una dotazione di circa 250 milioni di dollari. Come precisato dal Presidente Stirpe, il fondo sarà titolare del 80 % delle quote del club sportivo e del 51% della società che gestisce le infrastrutture (stadio e altri impianti). Il cotratto preliminare è stato firmato ieri, mentre il completamento dell’operazione sarà espletato entro la fine di questo mese. Il passaggio di mano, sempre secondo Stirpe, si deve alla necessità di competere ad armi pari nella massima serie. Il Presidente ha infatti dichiarato quanto segue:
“Questa quarta promozione bisogna viverla con uno spirito diverso. Servono altre armi, che al momento non abbiamo”.
Il presidente Maurizio Stirpe, tuttavia, non si defila e rimane alla guida del Frosinone per “almeno” due anni, a capo di un consiglio di amministrazione composto da cinque membri: Stirpe e Rosario Zoino sono i consiglieri espressione della famiglia Stirpe; Bob Gold, Charlie Lambropoulos e Wills Hapworth in rappresentanza di Clara Vista.
I numeri dell’operazione
Clara Vista ha sborsato circa 41,5 milioni di euro, così suddivisi: 35 milioni di euro sottoforma di nuovi mezzi finanziari iniettati nel club; 6,5 milioni per l’azionista per ripianare un debito che aveva contratto a nome e per conto del Frosinone. La scelta di aumentare il capitale del club di tale importo risponde proprio alla volontà di dotare la società di risorse finanziarie necessarie ed indispensabili per essere competitivi in Serie A.
La filosofia Made in Usa
Il fondo, legato finanziariamente a Gamechanger20, rappresenta una delle piattaforme più importanti e accreditate nello sviluppo di dati, statistiche a servizio della pianificazione sportiva. Frosinone sposa così la nuova frontiera della selezione di giocatori, basata su modelli predittivi. Una simbiosi perfetta: da un lato uno dei modelli gestionali più virtuosi del calcio italiano, dall’altro un fondo specializzato nell’impiego della tecnologia secondo la logica “data driven”.