RONALDO E DYBALA NON BASTANO. LAZIO BATTE LA JUVE ED ALZA LA SUPERCOPPA ITALIANA.

La Lazio vince ancora contro la Juve. Lazio perfetta, a cominciare da Inzaghi che ha azzeccato tutto. SarrI sceglie il tridente e De Sciglio per sostenerlo. A sorpresa, Sarri schiera Demiral per De Light. Sin dall’inizio la Juve non riesce a pressare feroce e ad ostacolare la costruzione del gioco della Lazio. Si ripresentano inoltre le amnesie difensive per la Juventus, cosa che l’allenatore ed  tifosi avevano censurato più volte. Al 16’ del primo tempo Lulic salta De Sciglio come un birillo e crossa, Milinkovic serve Luis Alberto che arriva a rimorchio: 1-0. Pareggia poi Paulo Dybala su tiro di Ronaldo. Inizia quindi il valzer delle sostituzioni. La prima mossa nella ripresa è di Sarri che fa entrare Cuadrado. A questo punti Inzaghi risponde con Cataldi. Al 66° l’allenatore bianconero toglie un Higuain spento e inefficace, al suo posto entra Ramsey. Inzaghi invece mette dentro Parolo per il migliore dei suoi, Luis Alberto. Le scelte di Inzaghi in realtà premiano perché il subentrato si mette subito in mostra prolungando il cross di Lazzari e Lulic sigla il 2 a 1. Sarri aggiunge Douglas Costa, mentre l’allenatore biancoceleste fa entrare al 82° Caicedo. Punizione di Cataldi al 49° e gol del 3-1. Il match si chiude dunque con lo stesso risultato del campionato. Nel tridente, stanco e non supportato da difesa e centrocampo, si salvano solo Dybala e Ronaldo. L’asso portoghese è una mina vagante, cambia fascia, tira e procura il gol del pari momentaneo con un rasoterra che Dybala da pochi passi spinge in rete.

La Lazio si conferma la bestia nera dei bianconeri e lancia un chiaro messaggio a tutte le concorrenti in lotta per i primi posti della Serie A.  La Juventus, al contrario, ha concesso troppo in fase difensiva e si è dimostrata non in ottime condizioni fisiche. Imprecisioni di troppo nella fase di sviluppo offensivo. E pensare che nell’allenamento pre - partita Sarri aveva evidenziato una grande forma della squadra. Si è sentita molto la mancanza di Chiellini in campo, considerato il suo apporto morale, così come incide quella mancanza di umiltà che ha caratterizzato certi approcci di quest’anno. Ronaldo ha fatto quel che poteva. Di certo non ha digerito bene la sconfitta di Riad, e forse è ora che si carichi sulla schiena la squadra con la sua smania di vincere.  Il fatto che fosse il più arrabbiato di tutti è indicativo della sua voglia di vincere sempre e comunque: quella voglia da trasmettere ad i compagni. E adesso per Cristiano ricomincia l’inseguimento all’obbiettivo dichiarato della Juve, ossia la Champions League.