PALLOTTA-FRIEDKIN: IL BRACCIO DI FERRO CONTINUA

Il braccio di ferro

Sembrava tutto fatto a inizio anno, quando i due magnati si apprestavano a definire i dettagli del passaggio di proprietà. Poi il primo stallo della trattativa, comprovato dal procrastinarsi della due diligence sulla galassia societaria che fa capo ad A.s. Roma Spa. Successivamente, di nuovo un riavvicinamento delle parti prima dello scoppio della pandemia, quando si ragionava su una base di partenza di circa 700 milioni per la cessione.

Infine, l’ultima offerta di Friedkin svelata da Gazzetta.it: 550 milioni di euro più altri 20 per le società controllate. Insomma, un’offerta al ribasso del 20% che dovrebbe scontare l’effetto coronavirus (di fatto la nuova offerta rispecchia il ribasso del titolo in borsa da inizio anno).

 La nuova offerta di Friedkin è stata presumibilmente rispedita al mittente e Pallotta sembra essere intenzionato a non cedere alle sirene (anche interne) che favoreggiano per la cessione.

Naturalmente, l’esito della trattativa si intreccia con le questioni ancora irrisolte, tra tutte, la faccenda dello stadio, il quale non è stato affatto accantonato e che può tornare ad essere al centro del progetto sportivo della Roma di Pallotta. Un segnale favorevole in tal senso potrebbe chiaramente cambiare la forza contrattuale del Presidente in carica.

Inoltre, le vicissitudini degli ultimi mesi sembrerebbero aver esposto finanziariamente la società che, adesso, necessiterebbe di ulteriore liquidità (anche in vista del calciomercato che verrà).

Ad ogni modo, quella di Dan sembrerebbe essere l’ultima offerta ed il mese di Giugno sarà, in un senso o nell’altro, quello decisivo. 

Vox Populi

Da una parte vi sono gli stakeholder direttamente chiamati in causa nella trattativa sulla cessione, dall’altra ci sono le pressioni della tifoseria, il cui peso non è mai da sottovalutare, anche con un Presidente come Pallotta che nelle ultime vicende interne (vedasi la gestione dei casi Totti e De Rossi) non si è mai fatto condizionare dalla “piazza”. Sicuramente i tifosi non hanno ancora dimenticato la cacciata di Totti, così come non hanno digerito l’indebolimento progressivo della rosa che, negli anni, è stata privata di giocatori molto importanti.

In quest'ottica,il subingresso di un nuovo vertice societario potrebbe portare con se un clima di fiducia ed un progetto che, agli occhi dei tifosi, sarebbe più credibile del precedente.