INCHIESTA INTER: I PM INDAGANO SUI TRASFERIMENTI SENZA FLUSSI FINANZIARI

L’inchiesta sulle plusvalenze partita da Torino ed incentratasi inizialmente sulla Juventus si estende ad altri club. L’attenzione dei procuratori cade adesso sull’Inter e, in particolare, su alcune operazioni che potrebbero aver dato adito a valutazioni irragionevoli. Le operazioni sotto la lente fanno riferimento a scambi tra calciatori tra club che avvengono talvolta senza passaggi di denaro (operazioni permutative) o con movimenti finanziari congelati e regolati solo in un secondo momento. Il fine unico potrebbe essere la generazione di plusvalenze dirette ad alterare i risultati economici delle rispettive società coinvolte nelle transazioni. L’inchiesta condotta dalla Gdf e coordinata dall’aggiunto Maurizio Romanelli e dai PM Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, dovrà valutare, in primis, se la condotta possa aver determinato irregolarità, in secondo luogo, l’effetto sull’informativa nei bilanci.

Un’attenzione particolare nel fascicolo viene posta anche sui contratti con clausola di recompra: l’operazione prevede che una società ceda un giocatore generando quell’anno una plusvalenza, tenendo alto il prezzo del cartellino, per poi riacquistarlo nell’anno successivo ad un prezzo maggiore a quello della cessione precedente, ammortizzando il costo in più anni. Allo stesso tempo, l’altra squadra che compra e poi rivende, realizza a sua volta una plusvalenza. Siffatto meccanismo di prestazioni e controprestazioni potrebbe essere suscettibile innescare una serie di operazioni generatrici di plusvalori fittizi esposti nei reciproci bilanci dei club.

 L'inchiesta milanese pare concentrarsi su scambi, cessioni, prestiti, iscritti in bilancio dall'Inter tra il 2017 e il 2019, per circa 90 milioni di euro di plusvalenze. Tra i casi sospetti quelli del portiere Iount Radu (7,7 milioni di plusvalenza), dell’attaccante Andrea Pinamonti (19 milioni di plusvalenza), rimbalzati tra Genoa e Inter in due anni. Ma anche del difensore Vanheudsen e di altri calciatori di seconda fascia. L’ A.D. Marotta, prima della sfida con il Torino, si è dichiarato sereno e sicuro della liceità del proprio operato. Marotta avrebbe infatti rassicurato i propri tifosi sostenendo che l’Inter ha sempre agito nel pieno rispetto delle norme. La tesi sostenuta dal club, con tutta probabilità, mira a giustificare le valutazioni evidenziando la discrezionalità che permea le procedure valutative degli atleti.