AGNELLI NON PERDONA: SARRI ESONERATO

L’ esonero del tecnico bianconero prende forma a distanza di meno di 24 ore dal finale di stagione.  L’ analisi “lucida” della dirigenza Juventina, preannunciata ai microfoni di Sky dal Presidente Agnelli, ha evidentemente messo a fuoco i numerosi interrogativi sorti durante il corso della stagione.

Eppure, le parole di Paratici pronunciate prima del match contro il Lione sembravano aver escluso giravolte di panchina.

La mancata riconferma del tecnico, a ben vedere, appare più scontata di quanto potesse sembrare qualche settimana fa, quando la Juventus conquistava il suo nono scudetto consecutivo, scrivendo un’altra pagina della storia del club.

Proviamo a far luce sui motivi dell’esonero.

Eliminazione fatale, ma non solo

Impossibile negarlo, la mancata qualificazione ai quarti di finale pesa tantissimo sul giudizio complessivo.

L’ obiettivo primario della Juventus, ormai noto a tutti, è e sarà quello di arrivare in fondo in Champions League.  Il risultato di ogni allenatore della Juventus è quindi inesorabilmente legato alla misurazione del livello avvicinamento al trionfo Europeo, e a poco rilevano le disquisizioni sul dato di fatto che una partita non possa compromettere la valutazione complessiva della stagione. 

Una squadra costruita per vincere la Champions non può permettersi passi falsi, tanto più contro una squadra come quella del Lione che, per stessa ammissione di Sarri, risultava decisamente alla portata dei bianconeri. A costare caro il calo di concentrazione manifestatosi nel match di andata, in cui la Juventus ha fatto troppo poco per vincere. Non solo, anche la partita di ieri sera, malgrado il risultato positivo (vittoria per 2-1), ha alimentato ulteriori dubbi sulla credibilità del progetto Sarri. La Juventus, infatti, è sembrata visibilmente stanca, con poche trame di gioco, troppo dipendente dalle prestazioni di Ronaldo (unico sopra la sufficienza).

Obiettivi mancati

Per Sarri una stagione “agrodolce”, così come definita da Agnelli: troppo poco per ottenere una seconda chance. L’ eliminazione prematura è, in realtà, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una delusione che si aggiunge alle sconfitte nelle finali di supercoppa italiana ed in coppa italia, nelle quali la creatura di Sarri è sembrata troppo lontana dall’idea di gioco che tutti si aspettavano. Al di la del mancato passaggio del turno, a non convincere i vertici della Juventus sono quindi anche le prestazioni in se considerate.

Secondo alcuni illustri opinionisti, l’allenatore non è riuscito ad instaurare un feeling adeguato con la rosa disposizione, vuoi per ragioni legate alle caratteristiche dei calciatori, vuoi per mancanza di empatia tra il tecnico e la vecchia guardia Juventina. Lo stesso CR7, a giudicare dalle indiscrezioni, sembra non aver sposato del tutto la filosofia di gioco del tecnico.

Insomma, tra Sarri e la Juve non è scoccata la scintilla.

Candidati per la panchina

Sebbene, ora l’individuazione del prossimo allenatore divenga  prioritaria per la Juventus, (anche considerata l’imminente ripartenza del campionato) è tuttavia ancora presto per fare pronostici sul possibile sostituto di Sarri. Di seguito una lista di nomi che sicuramente il club bianconero sta sondando.

Tra i più gettonati ci sono Simone Inzaghi e Zinedine Zidane. Due allenatori molto vicini al profilo di allenatore pensato dalla Juve, peraltro già accostati alla Juventus nelle precedenti stagioni. Subito dopo, e con la stessa probabilità di ingaggio, vengono Mancini, Pochettino e Guardiola. Allo stato attuale, non sarebbero inoltre da escludere nuovi ritorni di fiamma targati Allegri o Conte. Una cosa è certa: il board Juventino non ha ancora individuato l'identikit dell'allenatore e soltanto nei prossimi giorni  sarànno più chiare gli orientamenti del club per la nuova panchina.